| renki_chan ( @ 2007-04-22 21:15:00 |
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Capitolo 3
Eccomi qua! Lo so ch c'era chi aspettava con impazienza ( si, come no? XD) il prossimo capitolo e quindi eccomi a postarlo XD
Come al solito spero piaccia, lasciate un commentino se lo leggete, ok?
Titolo: Triste Dolcezza
Rating: T
Disclamer: personaggi sempre e solo delle CLAMP
Note: spoiler volume 10.
#**#
Quella mattina Doumeki non l’aveva ancora visto a scuola e la cosa non gli piaceva minimamente, era dall’alba che aveva un brutto presentimento e un leggero fastidio all’occhio destro non faceva che intensificarlo.
La lezione stava per finire, ma il ragazzo non aveva ascoltato poi molto delle parole dell’insegnante, tanto non ne aveva bisogno, tutte quelle teorie filosofiche che il professore stava spiegando, lui le conosceva fin da piccolo…Suo nonno era stato un maestro decisamente migliore di quell’uomo che se ne stava in cattedra con il libro in mano…
Gli sembrava strano starsene seduto davanti al suo banco proprio quel giorno, era il primo anno da dopo la 5° elementare che in questa giornata dell’anno veniva a scuola.
“Se non fosse che Watanuki ha detto che dobbiamo tenerci tutta la giornata libera, ora sarei davanti alla tua tomba …nonno…” pensò con un filo di rimorso, dando un veloce sguardo fuori dalla finestra della classe.
Il suono della campanella indicò la fine della prima ora e Doumeki ne approfittò per uscire dalla classe e non appena mise fuori la testa dalla porta senti una voce familiare chiamarlo
“Doumeki-kun”
“Kunogi?”
Himawari non aspettò una risposta al suo richiamo, le bastò che l’arciere si voltasse dalla sua parte per comprendere che il ragazzo le avesse rivolto la sua attenzione
“Hai visto Watanuki-kun questa mattina?” chiese la ragazza con un espressione preoccupata
“Quindi non era nemmeno in classe” “No”
“mi domando se sia successo qualcosa, non penso che non verrebbe a scuola per sua scelta, ha già perso molte lezioni …”
Aveva ragione, dopo la caduta dalla finestra, era dovuto stare a riposo per molto tempo e conoscendolo non avrebbe saltato la scuola sapendo benissimo di essere indietro con la preparazione per gli esami.
Pochi istanti dopo la campanella richiamò i due amici alle proprie classi, anche se i pensieri di entrambi convergevano unicamente su Watanuki e non certo sulla materia della lezione.
Arrivò la fine della terza ora e ancora nessuna notizia di Watanuki, Himawari era sempre più preoccupata
“ e se fosse successo qualcosa, magari non ho pagato un prezzo abbastanza alto per salvarlo, magari ha avuto una ricaduta e per colpa mia …”
“Yuuko-san domanda l’esatto prezzo per qualsiasi cosa, ciò che abbiamo pagato bastava per salvarlo. Ci sarà una spiegazione molto più semplice. Magari non ha sentito la sveglia…” Doumeki cercò di consolare la ragazza pronunciando parole in cui anche lui voleva credere, ma se la prima parte del discorso era indubbiamente vera, di sicuro si poteva dire che la seconda fosse difficilmente verosimile…
All’ora di pranzo Doumeki uscì dalla classe intenzionato a saltare la mensa per andare a controllare all’appartamento dell’amico. In fondo se non poteva magiare il pranzo preparato da Watanuki poteva tranquillamente evitare di mangiare, tanto è vero che in quella giornata non mangiava mai quindi non ci sarebbe stato niente di strano.
Si diresse verso le scale ma si bloccò non appena sentì la voce di Himawari che saliva i gradini
“Watanuki-kun, sei sicuro che non vuoi che lo porti io”
“Non ti preoccupare Himawari-chan,va tutto bene”
Watanuki!
“Oh Doumeki-kun! A quanto pare avevi ragione, Watanuki-kun non ha sentito la sveglia” sorrise la ragazza mentre saliva le scale affiancata dal compagno di classe.
Gli occhi di Doumeki si fissarono immediatamente sull’amico soffermandosi soprattutto sulle mani
“che c’è? Preoccupato per il tuo pranzo? Prendi” disse Watanuki allungando il braccio e presentando davanti agl’occhi dell’altro la scatola del bento
A Doumeki quella scatole sembrò invisibile, i suoi occhi erano inchiodati sulle mani del ragazzo, non vedevano altro in quel momento
“perché hai le mani fasciate?” disse cercando di coprire il tono preoccupato
“non è nulla! Questa mattina mi sono svegliato tardi perché non ho sentito la sveglia e Yuuko-san ha voluto che le andassi a preparare la colazione, ma siccome ero di fretta ho finito con bruciarmi intanto che preparavo i pancake. E per bendarmi le mani ho perso ancora tempo quindi sono arrivato solo mezz’ora fa… ecco tutto!” disse Watanuki tutto d’un fiato nella speranza che la bugia inventata suonasse abbastanza credibile
“e allora come mai quei cerotti sul viso? Non sono segni di bruciature…”
“Err… ah insomma , ma che vuoi? Non sono venuto a scuola per essere sottoposto ad un interrogatorio da te. Vuoi il tuo pranzo o no? Altrimenti me lo mangio io!” tentò di cambiare discorso sentendosi smascherato…Non aveva pensato come coprire i tagli in viso…
Doumeki ovviamente non era soddisfatto, ma decise di lasciar perdere, sarebbe riuscito a farlo confessare più tardi. Per ora si limitò a prendere il bento e a guardare l’amico mentre tutti e 3 si dirigevano verso il loro solito ritrovo per il pranzo.
“Di sicuro deve avere qualche ferita anche sulle gambe…- pensò l’arciere - cammina più lentamente del solito”
#**#
Suonò la campanella che segnava la fine delle lezioni e tutti gli studenti rapidamente lasciarono le proprie classi per dirigersi verso il cancello d’uscita.
Ed era proprio a fianco del cancello che Watanuki trovò Doumeki ad aspettarlo per accompagnarlo come al solito al negozio di Yuuko.
I due non si rivolsero nemmeno la parola, si limitarono ad un cenno del capo e si incamminarono verso la loro meta.
“Yuuko-san non ti ha ancora detto nulla per il lavoro di oggi?” spezzò il silenzio Doumeki dopo alcuni minuti di cammino
“Prendiamo la scorciatoia” rispose evasivo Watanuki
“ma non sei in ritardo, siamo in perfetto orario” fece notare l’arciere, ma questa volta non ebbe risposta dall’amico che come aveva anticipato si infilò per la stradina ora conosciuta.
Arrivati davanti al cimitero non affrettò il passo, anzi al contrario si bloccò esattamente davanti all’entrata.
Doumeki gli si affiancò all’istante, non aveva intenzione di commettere lo stesso errore del giorno precedente, non avrebbe mai più perso di vista la sua priorità.
“Che ti prende? Perché ti sei fermato qui? Nella missione dobbiamo entrare nel cimitero?” non era da lui fare tutte queste domande, ma il silenzio in cui Watanuki si era chiuso per tutto il tragitto ero decisamente più strano.
Il piccolo ragazzo si voltò con uno sguardo irritato
“la finisci di preoccuparti per quel dannato lavoro” - disse prendendo l’amico per il polso e trascinandolo dentro al cimitero - “il lavoro l’ho già fatto io” concluse
“eh?”
Come previsto Doumeki di bloccò di colpo, ma Watanuki non si fece fermare e strattonandolo lo obbligò a continuare a camminare, non riuscì però a evitare le parole dell’arciere
“Dunque è per quello che sei pieno di ferite!” questa volta era il suo turno di adirarsi “quante volte devo dirti che devi chiamarmi, non importa l’ora, il tempo, il giorno…”
“SI CHE IMPORTA!!!!” urlò Watanuki abbastanza forte da coprire il tono dell’altro tenendo la testa bassa senza voltarsi.
“INVECE NO! NIENTE E’ PIU’ IMPORTANTE DI TE!!!” Perse la calma Doumeki, non ne poteva più della poca considerazione in cui Watanuki teneva se stesso
“INVECE C’E’ UN SACCO DI PERSONE A CUI DOVRESTI PENSARE PRIMA, STUPIDO!”
“SONO IO CHE DECIDO LE MIE PRIORITA’!!!”
“ALLORA FARESTI MEGLIO A RIVIDERLE PRIMA DI PERNTIRTENE…”
“LA VUOI FINIRE!! SE TI SUCCEDESSE QUALCOSA…”
“ZITTO!!! NON BISOGNA URLARE IN UN CIMITERO!!!”
Avrebbe voluto dirgli che anche lui stava urlando e decisamente più forte anche, ma si bloccò quando Watanuki si fermò davanti ad una tomba lasciando andare il polso dell’arciere
“Ecco qualcuno che è più importante di me” disse.
Doumeki pensò si stesse riferendo ai suoi genitori e portò gli occhi alla tomba che l’amico stava osservando e non riuscì a trattenere lo sguardo stupito che gli si dipinse in volto
Sulla lapide ai suoi piedi era inciso un nome a lui fin troppo noto
Doumeki Haruka
“OHHH ma guarda… sei stupefatto… oggi è una gran giornata, devo scrivermelo da qualche parte – disse Watanuki ironico facendo finta di impugnare una penna e di tirar fuori un taccuino - ho visto l’imperturbabile Doumeki arrabbiarsi, stupirsi e …
piangere…
Il ragazzo si zittì di colpo bloccando la sua recita e, messe le mani nelle tasche, rimase ad osservare con la coda dell’occhio l’amico.
Doumeki era caduto sulle ginocchia, sul suo volto scendevano le lacrime copiose mentre, poste le mani sulla lapide, si curvò finchè anche la fronte non si appoggiò delicatamente alla pietra incisa.
“nonno…” solo questo uscì dalla sue labbra per molti minuti mentre le lacrime rigavano silenziose il volto. Anche nel dolore Doumeki riusciva ad essere silenzioso, pensò Watanuki mentre si ritrovava a non riuscire a staccare gli occhi dalla figura inginocchiata di fianco a lui. Di sicuro non erano molte le persone che potevano dire di aver visto il ragazzo in preda alle proprie emozioni in maniera tanto evidente.
Watanuki non voleva essere un impedimento a Doumeki, soprattutto in un momento come questo sapeva bene quanto si preferisse star da soli per poter lasciarsi andare senza dover pensare a schermare i propri sentimenti ed emozioni. Proprio perché lo sapeva decise che avrebbe fatto bene ad allontanarsi e raccolto un po’ di coraggio per poter affrontare gli spiriti che di sicuro gli sarebbero appiccicati non appena si fosse allontanato dal suo “anti-spirito” umano, fece qualche passo…
“fermo stupido!”
“Chi sarebbe lo stupido?” rispose senza voltarsi
“Se te ne vai, poi mi tocca venire a salvarti come al solito e adesso non c’ho voglia” - commentò l’altro alzando la testa dalla lapide -“e poi…se sei tu puoi restare” concluse
Questa ultima affermazione fece voltare Watanuki che si ritrovo a fissare l’amico con sguardo alquanto interrogativo
“non c’è problema se sei tu a vedermi in questo stato pietoso…” spiegò Doumeki asciugandosi gli occhi continuando ad osservare la tomba, cosa di cui Watanuki fu immensamente grato dato che in risposta alle parole dell’amico si sentì così imbarazzato che il viso assunse una leggera tinta di rosso.
Tra i due scese nuovamente il silenzio anche se ora erano uno a fianco all’altro, uno in piedi e l’altro ancora in ginocchio
“Come lo sapevi?” ancora una volta fu Doumeki a rompere il silenzio
“Me lo ha detto lui… in sogno” ripose con voce bassa
“Capisco…” si limitò a commentare l’altro.
“…”
“…”
“Mi ha detto che tu ogni anno vieni qui tentando di richiamare la sua anima”
“… già, ma no ci sono mai riuscito…”
“lo so. Lui ha detto che è per via del tuo potere di esorcismo,… non riesce ad avvicinarsi a te”
“Già, lo immaginavo…”
“…”
“…”
“Gli volevi parlare?”
“eh?”
“Rispondi e basta… volevi richiamare la sua anima per potergli parlare un’altra volta?”
Doumeki lo guardò interrogativo, mentre Watanuki distolse lo sguardo osservando i sassi sul terreno
“allora vuoi rispondere? Non è una domanda difficile”
“…si, volevo potergli parlare ancora una volta” disse solamente rivolgendo nuovamente lo sguardo alla tomba mentre il suo volto si tingeva di un espressione di una dolcezza così profonda che fece a capire a Watanuki quanto effettivamente nipote e nonno si assomigliassero
“Umph… se facessi quell’espressione un po’ più spesso e ti guardassi allo specchio, lo potresti vedere quando vuoi tuo nonno” disse sbuffando Watanuki alzando gli occhi al cielo
“Eh?” anche Doumeki alzo lo sguardo ma i suoi occhi si soffermarono sul viso dell’amico che cambiava espressione ogni secondo passando da dolcezza, arrabbiatura, preoccupazione, noia, dolore, gioia, rassegnazione…
“…questa sarà la prima e unica volta, sia ben chiaro…” disse improvvisamente Watanuki voltandosi verso di lui, poi rivolto al cielo urlò
“E VA BENE!!! ACCETTO!!!”
Note: Piaciuto? spero di si ^^ Spero che Doumeki non via sia sembrato troppo OOC
Volevo dedicare questo capitolo al mio adorato nonno mancato da poco. Ti voglio bene nonno, grazie per tutto quello che mi hai insegnato!!